Coronavirus e la sanificazione degli ambienti domestici e di lavoro

01 Maggio 2020


L'attuale situazione di emergenza in cui stiamo vivendo ha comportato l’introduzione di provvedimenti di sanità pubblica, tra cui:
  • le misure di riduzione dei contatti,
  • la limitazione della circolazione delle persone,
  • l'allontanamento dalla propria residenza,
  • domicilio,

necessarie per prevenire, impedire e ritardare la diffusione dell’epidemia da SARS-CoV-2, il virus che causa la COVID-19.
Sulla base dei recenti studi si è dimostrato come la qualità dell’aria indoor assuma una rilevante importanza nella protezione, tutela e prevenzione della salute dei cittadini e dei lavoratori che nell'arco della giornata possono entrare in contatto con diversi edifici ed ambienti come le proprie abitazioni, gli uffici, le strutture sanitarie, le banche, le poste, i supermercati ed i mezzi pubblici.
Assumure delle adeguate norme comportamentali risulta pertanto fondamentale per prevenire futuri contagi e permettere fin da subito il contenimento o il rallentamento della trasmissione da COVID-19.
Nel Rapporto ISS COVID-19 • n. 5/2020 , su cui l' USSA a.s.d. si è basata per redigere questo testo, vengono considerati due diversi tipi ambienti indoor che caratterizzano l'attuale condizione di emergenza:
  • Ambienti domestici
  • Ambienti lavorativi

Sintesi del rapporto ISS COVID-19 • n. 5/2020

Ambienti domestici: le misure generali da adottare per sanificare e tutelare la propria abitazione

Le abitazioni domestiche, specialmente in questo periodo di emergenza sanitaria, rappresentano il principale luogo in cui si interagisce con il proprio nucleo familiare e dove si è obbligati a passare la maggior parte della propria giornata tra attività domestiche, lavorative, didattiche e ludiche.
L'Istituto Superiore di Sanità sottolinea come:
La qualità dell’aria negli ambienti chiusi (generalmente indicata con il termine anglosassone indoor air) svolge direttamente o indirettamente un ruolo di primo piano in ambito sanitario, rappresentando uno dei principali determinanti della salute, considerando che spesso l’esposizione all’inquinamento indoor è dominante rispetto a quella esterna-outdoor.
La qualità dell’aria indoor dipende, oltre che dalla qualità dell’aria outdoor, anche dalla presenza di sorgenti interne di emissione e diffusione di contaminanti, con concentrazione di inquinanti chimici e biologici che possono influenzarne le caratteristiche.

Nello specifico l'ISS raccomanda alcune best practices utili a prevenire e limitare l’inquinamento dell’aria indoor e contrastare, per quanto possibile, il diffondersi dell’epidemia.
Tali buone pratiche, che sintetizziamo di seguito, sono da adottare giornalmente nelle proprie abitazioni:
  • Un buon ricambio dell’aria in tutti gli ambienti domestici.
    La ventilazione naturale degli ambienti opera una sostituzione e un rinnovo dell’aria e una diluizione/riduzione delle concentrazioni di specifici inquinanti, della CO2, degli odori, della umidità presenti comunque nelle abitazioni.
    In generale, scarsi ricambi dell’aria favoriscono, negli ambienti indoor, l’esposizione a inquinanti e possono facilitare la trasmissione degli agenti patogeni, nello specifico, del virus.
  • Aprire, finestre e balconi che si affacciano sulle strade meno trafficate o lasciarle aperte la notte.
    I tempi di apertura devono essere ottimizzati in funzione del numero di persone e delle attività svolte nella stanza/ambiente per evitare condizioni di disagio/discomfort come ad esempio le correnti d’aria o il freddo.
  • Ambiente o locale privo di finestre, come ad esempio un ripostiglio o un bagno chiuso
    Se dotato di ventilatore/estrattore dovrà rimanere in funzione per tutto il tempo di permanenza per ridurre le concentrazioni nell’aria.
  • Abitazione dotate di impianto centralizzato di riscaldamento, come ad esempio termosifoni muniti di apposite valvole di regolazione della temperatura
    In questo caso è opportuno mantenere idonee condizioni microclimatiche evitando l'aria troppo secca e mantenendo un certo grado di umidità nell’aria.
  • Abitazione dotata di impianto di riscaldamento/raffrescamento, come ad esempio pompe di calore, fancoil o termoconvettoribr> In queto tipo di ambienti dove l'aria che viene movimentata è sempre la stessa è opportuno pulire regolarmente i filtri dell'aria di ricircolo e pulire regolarmente le prese e le griglie di ventilazione con panni in microfibra inumiditi con acqua e sapone, oppure con alcool etilico al 75% asciugando successivamente.

Nel rapporto pubblicato l'ISS raccomanda inoltre di leggere attentamente le etichette e le istruzioni d’uso prima di utilizzare qualsiasi prodotto, rispettando le quantità raccomandate dai produttori e utilizzando dove presente gli appositi tappi dosatori in quanto un errato utilizzo o diluizione di un prodotto può ridurre l’efficacia della pulizia o portare a risultati finali inattesi, come anche un uso eccessivo e ripetuto può causare irritazione delle vie respiratorie rendendo la persona più vulnerabile a batteri e virus. L'ISS sottolinea inoltre come:
Per le pulizie quotidiane delle abitazioni, una particolare attenzione deve essere posta alle superfici toccate più frequentemente (es. porte, maniglie delle porte, finestre, tavoli, interruttori della luce, servizi igienici, rubinetti, lavandini, scrivanie, sedie, telefoni cellulari, tastiera, telecomandi e stampanti).

Infine, in tutti casi:
  • Eseguire le pulizie con guanti.
  • Evitare di creare schizzi e spruzzi durante la pulizia.
  • Quando i materiali o gli arredi non possono essere lavati (es. tappeti, moquette e materassi), utilizzare per la pulizia elettrodomestici che non comportino la diffusione di schizzi e spruzzi caldi durante la pulizia (es. a vapore) che potrebbe aerosolizzare nell’aria eventuali sostanze tossiche, allergeni e microrganismi patogeni che potrebbero essere inalati dai soggetti esposti.
  • Arieggiare le stanze/ambienti sia durante che dopo l’uso dei prodotti per la pulizia, soprattutto se si utilizzano intensamente prodotti disinfettanti/detergenti che presentino sull’etichetta simboli di pericolo.
  • Assicurarsi che tutti i prodotti di pulizia siano tenuti fuori dalla portata dei bambini, dei ragazzi e degli animali da compagnia. Conservare tutti i prodotti in un luogo sicuro.
  • Appare anche utile ricordare che è opportuno evitare o limitare l’utilizzo di bastoncini d’incenso, olii essenziali, diffusori e profumatori di ambienti, in quanto emettono sostanze chimiche inquinanti (COV e materiale particellare PM10 e PM2,5). Infatti, nonostante la profumazione, aggiunge inutilmente sostanze inquinanti e degrada la qualità dell’aria indoor.

Ambienti lavorativi: le misure generali da adottare

L'Istituto Superiore di Sanità tiene a precisare come:
La qualità dell’aria indoor negli ambienti lavorativi, indipendentemente dagli effetti sulla salute, ha un’importante influenza sulle prestazioni e sul benessere fisico e mentale dei lavoratori (es. aumento/perdita della produttività, della concentrazione, dei tempi di reazione, livello di motivazione e soddisfazione, competenze professionali, riduzione delle giornate di assenza, stress, aumento dei costi sanitari e di assistenza a carico del lavoratore, del Servizio Sanitario Nazionale-SSN, ecc.).

Nell'ambiente lavorativo risulta pertanto fondamentale considerare ulteriori fattori che possono intercorrere come:
  • le attività,
  • le mansioni e i comportamenti dei lavoratori,
  • la corretta applicazione delle procedure organizzative-gestionali dei processi funzionali che guidano il complesso percorso di erogazione delle attività,
  • le caratteristiche di qualità della struttura edilizia,
  • la presenza e l’utilizzo di impianti tecnologici (es. Ventilazione Meccanica Controllata, VCM),
  • la presenza e l’utilizzo di impianti fissi (es. pompe di calore, fancoil, o termoconvettori),
  • la presenza di addetti/operatori professionali di ditte esterne (es. pulizia, manutenzione, fornitori, ecc.), le attività di pulizia e sanificazione ordinarie e straordinarie, le manutenzioni.

Infine l'ISS conclude come, oltre a questi fattori, per contenere la diffusione dell'epidemia risultano importanti anche le procedure e le indicazioni di precauzione standard precedentemente menzionate come:
  • disporre le dotazioni dei diversi DPI e mantenere la distanza di almeno 1 metro;
  • tossire e starnutire coprendo naso e bocca, usando fazzoletti o nella piega del gomito;
  • lavare le mani con acqua e sapone o con gel idroalcolico.


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